Descrizione
Eu di la finestra e tu di lu barcuni,
ndi facimu nzinga cu l’occhji ca non di volimu cchjiuni
Traduzione letterale:
Io dalla finestra e tu dal balcone, ci facciamo l’occhiolino perché non ci vogliamo più.
Questa strofa in dialetto calabrese racconta un amore silenzioso, probabilmente ostacolato, vissuto a distanza.
Due persone si guardano dalle rispettive case – finestra e balcone – e si scambiano uno sguardo complice.
Lo “nzinga cu l’occhji” (l’occhiolino) diventa simbolo di un sentimento che non può essere vissuto apertamente.
L’ultima parte racchiude malinconia e consapevolezza:
non potendo stare insieme, i due amanti chiudono metaforicamente la loro storia con un cenno silenzioso.
È una frase che parla di:
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amore impossibile
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distanze forzate
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sguardi che dicono tutto
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addii silenziosi
Un piccolo capolavoro di poesia popolare calabrese, intenso e cinematografico.
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Eu di la finestra e tu di lu barcuni… non è solo una frase: è una storia d’amore sussurrata… alla calabrese.
🖤 Dialetto calabrese. Amore silenzioso. Emozioni vere.






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