Trad. letterale: Sventura mia!

Significato: Sfortuna mia, destino avverso, esclamazione di rassegnazione.

Trad. letterale: Girala come ti pare, sempre zucchina rimane

Significato: Anche girandoci intorno, la sostanza non cambia.

Trad. letterale: Non c’è farina nemmeno per un pesce.

Significato: Non c’è proprio nulla, miseria totale, mancanza assoluta di risorse, nemmeno la farina per impanare un pesce (na piscia) e cucinarlo.

Trad. letterale: Hai una Testa!

Significato: Hai una testa tanto dura che non ascolti nessun consiglio!

Trad. letterale:  Ti ho visto crescere!

Significato:  Ti ho visto crescere, so chi sei e da dove vieni, non c’è bisogno che tu finga con me!

Trad. letterale:  Rotto per rotto, rompiamolo tutto.

Significato: Tanto è già rotto, rompiamo tutto: andare fino in fondo senza mezze misure.

Trad. letterale:  Che mi è capitato

Significato: Che cosa mi è capitato! Che sfortuna! Che guaio!

Trad. letterale:  Più andavo veloce, più cotone raccoglievo.

Significato: Questo è uno scioglilingua che detto velocemente ti fa dire parolacce…

Trad. letterale:  Fuori dal Gabbo

Significato: Gabbo= Meraviglia. E’ un’espressione di meraviglia in senso negativo, come se quello che è capitato ad altri non possa capitare a chi si fa meraviglia di ciò.

Trad. letterale:  Mi viene (voglia) di pdarmi schiaffi (in viso)

Significato: Mi viene il nervoso! Sto per perdere la pazienza.

Trad. letterale: Chi va a dormire con i bambini piccoli, si alza macchiato di pipì

Significato: Chi ha a che fare con gente poco esperta, se ne prende le conseguenze

Trad. letterale: Chi si vanta da solo, sente di essersi fatto la cacca addosso.

Significato: Chi si vanta da solo si rende ridicolo.

Trad. letterale: I guai della pentola di terracotta (a pignata), li conosce solo il cucchiaio di legno (a cucchjara) che mescola.

Significato: Solo chi c’è dentro ad una situazione, conosce davvero i problemi.

Trad. letterale: Con poco si vive, con niente si muore

Significato: Con poco si vive anche se non benissimo, ma con niente del tutto si muore. Accontentarsi è necessario.

Trad. letterale: Chi mangia con due guance, presto si strozza

Significato: Chi vuole fare troppe cose insieme finisce male, meglio una alla volta e fatte bene.

Trad. letterale: Maiali e figli come li educhi li trovi

Significato: Sia gli animali che figli, da grandi saranno come li hai educati

Trad. letterale: Hai trovato la fidanzata?

Significato: Frase spesso detta da parenti e conoscenti in varie occasioni in cui si passa del tempo insieme come cene di Natale (spesso detto con tono ironico o provocatorio).

Trad. letterale:  Se non piove stiamo in piazza.

Significato: Leggendolo veloce in dialetto scopri cosa esce fuori… 🙂

Trad. letterale: non c’è una traduzione letterale

Significato: è una nota interiezione scaramantica calabrese. Equivale a “giammai”, “non sia mai”, “che resti lontano”

Trad. letterale: 

Significato: Mandare via  il malocchio, scacciare la sfortuna.

Trad. letterale: La troppa confidenza è padrona della mancanza di educazione

Significato: L’eccessiva confidenza porta alla maleducazione, perchè ci si può prendere la mano con persone che ci danno troppa confidenza e da lì si possono creare malumori.

Trad. letterale: Chi va con lo zoppo finisce per zoppicare anche lui.

Significato: Chi frequenta persone che vacillano nella vita, che fanno cose sbagliate, a lungo andare si farà trascinare da loro a compiere cattive azioni.

Trad. letterale: Se il lavoro fosse un bene, lo prescriverebbero i medici.

Significato: Questo detto è per chi non ha tanta voglia di lavorare, come se chi lavorasse lo facesse perchè gli piace o gli facesse bene alla salute

Trad. letterale: Meglio avere a che fare con cento delinquenti che con un solo stupido.

Significato: Sarebbe meglio avere a che fare con 100 delinquenti, da cui ti puoi aspettare del male, che con un solo stupido, da cui non sai mai cosa aspettarti

Trad. letterale: Acqua, consigli e sale, a chi non te li chiede, non glieli dare.

Significato: Non dare consigli o altro a chi non li chiede, perchè sarai giudicato anche su quelli, e non sempre bene.

Trad. letterale: Quanto ti vedo il cuore mi batte forte come un abetoniera arrugginita

Significato: Detto molto profondo, che proprio ti fa sentire il battere del cuore forte come una betoniera dei muratori, di quelle vecchie che fanno gran baccano, ecco l’amore è rumoroso e travolgente.

Trad. letterale: Quanto ti vedo il cuore mi batte forte come una betoniera carica di ghiaia.

Significato: Detto molto profondo, che proprio ti fa sentire il battere del cuore forte come una betoniera dei muratori, di quelle che oltre al cemento, impastano anche la ghiaia e quindi fanno gran frastuono, ecco l’amore è rumoroso e travolgente.

Trad. letterale: Hai la faccia come il fondo schiena.

Significato: Non hai vergogna di niente.

Trad. letterale: Poveri noi

Significato: Esclamazione di sconforto.

Trad. letterale: Meglio pane e cipolla che pesce stocco di sera.

Significato: Meglio mangiare un cipo povero che lo stocco di sera in quanto pesante e difficilmente digeribile

Trad. letterale: Chi divide prende la parte migliore.

Significato 1: Certe volte è meglio non intervenire nelle liti, perchè si rischia di prendere i colpi più duri da entrambe le parti

Significato 2: Chi serve a tavola e prepara i piatti, sceglie per se la parte migliore, come chi va a scegliere qualcosa pe run gruppo, per se può prendere il meglio

Trad. letterale: Poveretto per chi ci capita.

Significato: Povero chi capita in una certa situazione, è un’esclamazione di dispiacere pe ril poverino che è incappato!

Trad. letterale: Focu Meu non ha una traduzione letterale, vuol dire tutto e non vuol dir eniente.

Significato: E’ un’espressione forte, una delle più usate e sentite in Calabria, usata per esprimere stupore, meraviglia, incredulità, dolore o rassegnazione. È un’interiezione polivalente che traduce emozioni forti, paragonabile a “mamma mia” o “oddio”, spesso usata davanti a situazioni inaspettate, disastri o scene di grande ammirazione. 

  • Cca ssùtta non chiòvi!

Trad. letterale: Qui sotto non piove.

Significato: Non ti preoccupare che non dimentico, qui sotto non piove e si indica con la mano e un dito sotto, per dire che il torto subito non si dimentica facilmente, di aspettarsi una vendetta anche se minima, di guardarsi le spalle.

  • L’acqua gujji e u porcu è a muntàgna

Trad. letterale: L’acqua bolle ma il maiale è ancora in montagna.

Significato: Ancora c’è tempo, tranquillo non avere fretta..

  • ’NCULU!

Trad. letterale: Nel fondoschiena!

Significato: è un’intercalare che vuole manifestare una reazione di meraviglia esagerata, come quando si chied eun prezzo di un prodotto e chi lo vende chiede un prezzo altissimo, ecco in quell’occasione si risponde ‘NCULU! come per dire: Mamma Mia quanto costa questo prodotto!

  • Veni ca ndi scialàmu

Trad. letterale: Vieni che ci divertiamo

Significato: è un’invito a seguire qualcuno o qualche situazione per trovarne un giovamento

  • Sa’ cu ti salùta?

Trad. letterale: Sai chi ti saluta?

Significato: Unito al gesto delle mani, è un modo poco colorito per dire sai chi ti saluta? ti saluta sto ….

  • Manch’i càni

Trad. letterale: Nemmeno i cani

Significato: Espressione di meraviglia per cose buone o cattive.

  • A vidìsti l’ùra!

Trad. letterale: L’hai vista l’ora!

Significato: Finalmente ti sei sbrigato! Finalmente sei arrivato/a

  • Hjiàtu meu

Trad. letterale: Mio fiato

Significato: Queste due semplici parole esprimono la più bella dichiarazione d’amore di un genitore per un figlio, fiato mio, mio respiro. Cosa faremmo senza respiro? Saremmo morti, ecco, un genitore senza un figlio sarebbe altrettanto, per questo chiamare un figlio Fiato mio (Hjiàtu meu) è una delle espressioni più belle del nostro dialetto

  • A cu’ appartèni? 

Trad. letterale: A chi appartieni?

Significato: Da quale famiglia provieni? di chi sei figlio?

  • Allòcu tòi!

Trad. letterale: Espressione quasi di disprezzo

Significato: Si dice ad una persona per indicargli che la sua situazione non è delle migliori

  • Se Cola cacàva non morìa abbuttàtu

Trad. letterale: Se Cola avesse fatto la cacca, non sarebbe morto gonfiato di cibo

Significato: Si dice spesso quando qualcuno a fatto compiuto ti dice: se ero io facevo così, se capitava a me questa cosa la risolvevo così…come per dire: A fatto compiuto siamo tutti bravi a dare giudizi

  • Focu chi mi vìnni!

Trad. letterale: Fuoco che mi è arrivato!

Significato: Si dice quando arriva una grande disgrazia, un fatto devastante improvviso, ma anche per indicare una forte stanchezza, come quando stai facendo un lavoro noioso che non finisce mai

  • C’u culu ruttu e senza ceràsi

Trad. letterale: Con il sedere rotto e senza ciliegie

Significato: Come capita a chi sale sul ciliegio e cade senza aver preso le ciliegie e facendosi male al sedere, ecco che questo detto è adatto a chi non ha concluso nulla e si è pure fatto del male.

  • Dammi tèmpu ca ti pèrciu!

Trad. letterale: Dammi tempo che ti buco

Significato:  è un famoso proverbio calabrese che significa “Dammi tempo che ti buco”. Deriva dalla frase completa “U surici ci dissi a la nuci: dammi tempu ca ti perciu” (Il topo disse alla noce: dammi tempo che ti buco), simboleggiando che la costanza, la pazienza e la tenacia vincono anche le resistenze più dure. 

  • Aùndi ti passàsti a stàti ti pàssi u mbernu

Trad. letterale: Dove hai passato l’estate, passi l’inverno.

Significato: Dove hai passato momenti di leggerezza, passi anche periodi più faticosi, non si cambia in base al tempo e ai problemi.

  • Facìmu còrna!

Trad. letterale: Facciamo corna!

Significato: Gesto scaramantico contro la sfortuna.

  • Va’ tròvati

Trad. letterale: Vai da un’altra parte

Significato: Vai a trovare da qualche altra parte qualche situazione che ti interessa, non venire da me che non ne ho voglia

  • A matinàta fàci a jornàta

Trad. letterale: La mattina fa la giornata.

Significato: Prima ti alzi la mattina, più cose puoi fare. La maggior parte delle faccende di casa, personali le sbrighi di mattina, se ti alzi tardi, o le rimandi al pomeriggio, ti ritrovi a non poterle fare per mille ragioni.

  • A mejjiu parola è chìda chi non nènsci

Trad. letterale: La miglior parola è quella che non esce.

Significato: Tante volte, meglio trattenere le parole superflue, potrebbero creare problemi o ferire qualcuno.

  • Na vòta si fùtti a vècchja

Trad. letterale: Una volta si frega un’anziana.

Significato: Più si va avanti con gli anni più si fa esperienza e la gente non ti può imbrogliare più di una volta.

  • U gàbbu còjji

Trad. letterale: Il Gabbo ricade su chi lo fa

Significato: Chi si indegna per qualcosa successa ad altri poi la stessa cosa succede a lui.

  • A sai a làpa!

Trad. letterale: La sai guidare l’ape!

Significato: Hai dimestichezza nel fare una certa cosa, con un pizzico di furbizia anche.

  • Cos’i pàcci!

Trad. letterale: Cose da pazzi.

Significato: Espressione di meraviglia di fronte ad imprese da pazzi, cose un po fuori dal comune.

  • Ma cu ma fìci fári a mìa?!

Trad. letterale: Ma chi me l’ha fatto fare?

Significato: Perché mi sono messo in questa situazione?!

  • Si bèlla com’a funtàna i Vèneri

Trad. letterale: Sei bella come la Fontana di Venere.

Significato: La Fontana di Venere è un punto di riferimento per la sua bellezza a Cinquefrondi, paese della Calabria da cui scriviamo i detti calabresi presenti su questo blog. Quindi vuol dire che una persona è molto bella!

  • Senza sòldi non si cànta missa

Trad. letterale: Senza soldi non si dice la messa.

Significato: Da noi in Calabria, quando muore qualcuno, si dedicano delle messe in suffragio, e si dà un’offerta in denaro per la chiesa. Il detto dice che senza soldi non si dice nemmeno quella messa, figuriamoci far fare qualche lavoro gratis a qualcuno!

  • Vègnu d’u mòrto e mi dìci ch’è vìvu?

Trad. letterale: Vengo dal morto e mi dici che è vivo?

Significato: Significa che anche davanti all’evidenza vuoi sempre l’ultima parola.

  • Ti pàri ca ncartàmu turruna?

Trad. letterale: Ti sembra che stiamo incartando i torroni?

Significato: Incartare i torroni è un’operazione piuttosto semplice, e da qui il detto che si manifesta quando qualcuno ti dice di spostarti da un lavoro all’altro pensando tu stia facendo qualcosa di semplice e quindi magari anche rimandabile ad un altro momento.

  • Ti scurdàsti quàndu l’acqua d’u pùzzu ti parìa sciampàgna?

Trad. letterale: Hai dimenticato quando l’acqua del pozzo ti sembrava Champagne?

Significato: Hai dimenticato da dove vieni? Le tue origini? Si dice ad un individuo che si atteggia in maniera irrispettosa di fronte a persone della sua terra natia, solo perchè magari emigrato altrove ha trovato il successo e quando torna al Paesello di origine ha la puzza sotto il naso e se la tira, dimenticandosi da dove viene.

  • Mangìasti fìgghiu/a ?

Trad. letterale: Hai mangiato figlio/a?

Significato: Quale manifestazione di affetto più grande di chi chiede ad un figlio se ha mangiato? In Calabria la salute si misura in quanto mangi, per i nostri genitori, nonni, mangiare vuol dire star bene, ed ecco che sentirsi dire Mangiasti figghiu è certezza di affetto.

  • Òji non è jornàta!

Trad. letterale: Oggi non è giornata!

Significato: Oggi non gira bene, tutto va storto, meglio stare alla larga

  • Chi stàjiu passàndu!

Trad. letterale: Cosa sto passando!

Significato: Quante me ne capitano! Si usa quando sembra andar tutto male e di continuo

  • D’ùndi làmpa e d’ùndi tròna

Trad. letterale: Da una parte lampi e da una parte tuoni

Significato: Non ci sono buone notizie, da una parte brutte cose, dall’altra pure. Si usa per esempio se un figlio ha la febbre e l’altro pure, qualcuno ti chiede come vanno le cose e tu rispondi D’Undi lampa e f’undi trona, come per dire che non c’è grande differenza dall’una e dall’altra parte.

  • Sìmu a lamèra

Trad. letterale: Siamo a lamiera

Significato: La lamiera è la base che poi viene verniciata in una macchina per esempio. C’è la lamiera, la vernice di fondo, poi diverse mani della vernice colorata, poi qualche mano di trasparente. Immaginiamo questa meravigliosa metafora applicata alla nostra vita… Siamo arrivati alla lamiera, non c’è più niente, povertà totale, situazione molto critica.

  • Tri pili ndàvi u porcu e u porcu ndàvi tri pili

Trad. letterale: Tre peli ha il maiale e il maiale ha tre peli

Significato: Quando uno dice sempre la stessa cosa

  • Nci vòli cùlu!

Trad. letterale: Ci vuole fondoschiena.

Significato: Ci vuole fortuna.

  • Vèni ca non ti fàzzu nènti!

Trad. letterale:.Vieni che non ti faccio niente

Significato: Minaccia ironica, poco credibile, usata in passato dalle mamme con una ciabatta di legno in mano quando un figlio la combinava grossa, si diceva questa splendida e iconica frase e poi si lanciava (non per colpire, forse…) la ciabatta di legno addosso al figlio, come punizione esemplare per ciò che aveva combinato.

  • STI CAZZI

Trad. letterale: Espressione di meraviglia

Significato: Espressione di meraviglia

  • Va riggèttati

Trad. letterale: Vai a farti fare un’impegnativa (a rigetta) dal tuo medico.

Significato: Quando uno sta proprio male di testa, che si vede che ha bisogno di cure psichiatriche, si dice va riggettati, come per dire, fatti prescrivere una visita da uno bravo

  • Ammùccia cumpari ca tuttu pàri!

Trad. letterale: Nascondi compare, tanto tutto appare

Significato: Nascondi pure le cose, tanto la verità viene fuori.

  • Cu si guardàu si sarvàu!

Trad. letterale: Chi si è guardato si è salvato

Significato: Chi è stato prudente, e si è guardato le spalle nel fare qualcosa, si è salvato.

  • Mi jettaru u picciu

Trad. letterale e Significato: Mi hanno fatto il malocchio.

  • Nci tiri puru a reschja a nannàta

Trad. letterale: Tiri fuori pure la lisca dalla neonata (pesce appena nato)

Significato: Significa che tiri il prezzo al ribasso anche dove non si può, che non ci sono margini per fare sconti.

  • No ndavi pè nudu!

Trad. letterale: Non ce n’è per nessuno

Significato: Si dice quando una persona ha la vittoria in mano, e non ha avversari degni, non ce n’è proprio per nessuno.

  • Vi chi ti pijji

Trad. letterale: Vedi cosa ti prendi

Significato: Espressione simpatica per dire che non c’è niente di particolare da prendere, in una situazione o da una persona che si frequenta.

  • Ogni sipaleda nc’è na sentineda

Trad. letterale: Ogni siepe c’è una sentinella

Significato: Non si è mai sicuri di non avere testimoni quando si dice qualcosa o si fa qualcosa, meglio evitare situazioni spiacevoli, che magari qualcuno ci vede in determinate situazioni e può intender male e raccontarlo in giro. 

  • Stu vinu è bellu e finu, è cacciatu di la gutti, e lu c**** mu ti futti!

Trad. letterale: Questo vino è bello e fino, è estratto dalla botte e il ca…o che ti frega….

Significato: Frase goliardica usata durante i brindisi in eventi di famiglia o con amici, è quasi una poesia, con finale a sorpresa

  • Cu patri e cu patruni no ndai mai reggiuni

Trad. letterale: Con padri e datori di lavoro non hai mai ragione.

Significato: Negli anni passati, non potevi ribattere alla parola dei genitori, specialmente dei padri, o dei padroni, i datori di lavoro, era un affronto e non si aveva mai ragione, anche di fronte all’evidenza.

  • Cu pecura si faci, u lupu si la mangia

Trad. letterale: Chi pecora si fà, il lupo se la mangia

Significato: Non bisogna apparire deboli in pubblico, altrimenti le persone più dure e malvagie se ne possono approfittare

  • A gatta prescialora faci i gattaredi orbi

Trad. letterale: La gatta che va di fretta, fa i gattini ciechi

Significato: Le cose fatte di fretta non vengono bene.

  • Omu i panza, omu i sostanza

Trad. letterale: Uomo di pancia, uomo di sostanza.

Significato: Si dice di chi ha un pancione, Indica che una persona in carne solitamente si rivela forte e protettiva, rispetto a una persona più magrolina.

Chiaramente nasce per far sorridere e non per offendere qualcuno.

  • Puru i pulici ndannu a tussi

Trad. letterale: Anche le pulci hanno la tosse

Significato: chiunque parla, anche chi non ha voce in capitolo deve dire la sua! È un modo di dire per chi potrebbe star zitto e invece deve intervenire per forza.

  • Ancora ti puzza a vucca i latti

Trad. letterale: Ancora ti puzza la bocca di latte

Significato: Sei piccolo di età, ancora la bocca ti puzza del latte materno, si usa quando qualche ragazzetto vuole fare cose da grandi e per farlo desistere gli si ricorda che è solo un bambino o poco dopo piu

  • L’omu si teni da parola e u voi di corna

Trad. letterale: L’uomo si prende in considerazione dalla sua parola e il bue dalle corna

Significato: Un uomo viene considerato per la sua parola, per quanto tiene fede agli impegni presi e da come si comporta.

  • U porcu ngiuria a troia

Trad. letterale: Il maiale parla male della scrofa

Significato: Quando due persone simili di carattere e di atteggiamenti si insultano l’un l’altro pensando di essere l’uno migliore dell’altro.

  • Amaru cu ndavi bisognu

Trad. letterale: Poveretto chi è nel bisogno

Significato: Si usa quando una persona che ha un bisogno, di aiuto, di assistenza, anche economico o solo morale, e non c’è nessuno a darglielo.

  • Cu dassa a vecchia pa nova o mperra o nchiova

Trad. letterale: Chi lascia una situazione per una nuova avventura sà cosa lascia ma non sa quello che verrà

Significato: Si dice di chi lascia una situazione che seppur non delle migliori, è conosciuta, mentre non si sa come sarà la nuova condizione.

  • Occhiu non vidi e cori non doli

Trad. letterale: occhio non vede e cuore non duole

Significato: Anche se una certa situazione è brutta, se non la si conosce non si sta male.

  • Simu mbrazza a Maria

Trad. letterale: Siamo in braccio a Maria (alla Madonna)

Significato: Quando non si sa come andranno le cose e ci si affida alla Madonna sperando tutto si risolva.

  • U cacatu ngiuria o pisciatu

Trad. letterale: Quello che si è fatto la cacca addosso, prende in giro quello che si è fatto la pipì addosso

Significato: Due persone molto simili che fanno le stesse gaff, si prendono in giro a vicenda, pensando di esser el’uno migliore dell’altro, ma sono uguali

  • Si voi l’amicizia u si manteni, na tafareda va e una veni

Trad. letterale:  Se vuoi che l’amicizia si mantenga, un cesto va e uno viene.

Significato: Bisogna ricambiare l’amicizia ricevuta per preservarla.

  • Ndavi cchju jorna ca sozzizza

Trad. letterale: Ci sono più giorni che salsicce

Significato: Un proverbio che invita ad avere pazienza, che ci ricorda la possibilità di rinviare una qualunque cosa, un progetto, una decisione e perché no una vendetta.

  • Eu di la finestra e tu di lu barcuni, ndi facimu nzinga cu l’occhji ca non di volimu cchjiuni

Trad. letterale: Io dalla finestra e tu dal balcone, facciamo ci facciamo l’occhiolino che non ci vogliamo più

Significato: La strofa descrive un amore a distanza, probabilmente ostacolato, vissuto scambiandosi sguardi (“nzinga cu l’occhji”) dalle rispettive abitazioni (finestra e balcone).

L’ultima parte (“ca non di volimu cchjiuni”) indica una rinuncia o la consapevolezza di non poter più stare insieme, chiudendo metaforicamente la storia d’amore attraverso un cenno silenzioso.

  • A pratica ruppi a grammatica

Trad. letterale: La pratica rompe la grammatica.

Significato: SPesso, di fronte a persone che conoscono solo la teoria di un procedimento, vale molto di più colui che lo stesso lo ripete da tempo senza magari conoscerne nemmeno la teoria, ma con l’esperienza riesce meglio.

  • Jetta sangu!

Trad. letterale: Butta sangue!

Significato: è un’ espressione maligna per augurare a qualcuno il male

  • Lu mangiari è di ragiuni, cu no mangia a lu palisi, mangia a l’ammucciuni

Trad. letterale: Il mangiare è di ragione, chi non mangia in evidenza, mangia di nascosto

Significato: Inutile dire che non si mangia per fare bella figura o altre ragioni, tanto mangiare è necessario e giusto, infatti chi non mangia davanti a tutti, lo fa di nascosto e poi dice che non l’ha fatto.

  • E chi nicchi e nacchi

Trad. letterale: Espressione senza particolare significato

  • Stuppa mi dasti e stuppa ti filai, tu mi tingisti ed eu t’annigricai

Trad. letterale: Canapa mi hai dato e canapa ti filai, tu mi hai tinto (con carbone) e io ti ho macchiato di nero.

Significato: In base a quello che ricevo, mi comporto con te.

  • Non c’è nu parmu i nettu

Trad. letterale: Non c’è più un palmo (della mano) pulito

Significato: Tipica esclamazione usata quando oramai non c’è più speranza.

 

  • Cu zzappa fujendu cojji ciangendu

Trad. letterale: Chi zappa di corsa, raccoglie piangendo

Significato: Chi fa le cose di corsa, frettolosamente, poi non ha buoni risultati, è come chi zappa la terra di corsa e poi non raccoglie frutti

 

  • Abramu mu ti veni!

Trad. letterale: Lamento continuo che ti venga!

Significato: Si dice quando una persona si lamenta di continuo, per ogni cosa.

 

  • Quandu la tavula è misa, cu no mangia perdi a spisa

Trad. letterale: Quando la tavola è apparecchiata chi non mangia perde il cibo

Significato: Quando la tavola è apparecchiata e qualcuno si vergogna o perde tempo per mangiare, non può dare la colpa al padrone di casa per non aver cucinato se il cibo finisce.

 

  • M’avantu e m’avant’eu, bellu giuvani chi sugnu eu

Trad. letterale: Mi vanto e mi vanto da solo, che bel giovane che sono

Significato: Quando qualcuno si vanta da solo, affermando di esser bello o di avere delle doti che ha solo lui.

 

  • Cu ndavi ammuccia, cu non davi mostra

Trad. letterale: Chi ha (ricchezze) nasconde, chi non ne ha le mostra

Spiegazione: Chi possiede averi, li nasconde e chi non possiede mette a disposizione e mostra tutto quello che ha senza nascondersi.

  • A madonna u t’accumpagna

Trad. letterale: Che la Madonna ti accompagni

Spiegazione: è un augurio, accompagnato da una preghiera, affinchè la Madonna accompagni e protegga la persona per cui si fa questa preghiera.

  • Focu randi meu

Trad. letterale: Fuoco grande mio

Spiegazione: E’ un rafforzativo di FOCU MEU, espressione già forte, una delle più usate e sentite in Calabria, usata per esprimere stupore, meraviglia, incredulità, dolore o rassegnazione, spesso usata davanti a situazioni inaspettate, disastri o scene di grande ammirazione. 

  • Non zia mai

Trad. letterale: Non sia mai

Spiegazione: è una preghiera, un’esclamazione affinchè qualcosa non accada mai, che rimanga lontana.

  • Benedica e fora malocchjiu

Trad. letterale: Bene dica e fuori dal malocchio

Spiegazione: Si usa per fare un complimento per qualcosa o qualcuno, ma senza l’intenzione del malocchio, perchè in Calabria anticamente si pensava che quando si faceva un complimento di vero cuore, si adocchiava, cioè si portava il malocchio a quella persona, anche con le migliori intenzioni, e quindi, dopo aver fatto il complimento, si usava dire questo detto.

  • Sì bella comu a chiesa matri

Trad. letterale: Sei bella come la Chiesa Matrice (di Cinquefrondi)

Spiegazione: Questo non è proprio un detto calabrese, nasce da un amore per la nostra cittadina Cinquefrondi, come per dire sei bellissima!

  • A chitarra si scorda

Trad. letterale: La chitarra si scorda

Spiegazione: In Calabria per dire mi sono dimenticato, si dice mi scordai! e puntualmente qualcuno ricorda che la chitarra si può scordare in quanto ci sono le corde, ma non una persona!

  • Ndaju u ficatu spattu

Trad. letterale: Ho il fegato a pezzi

Spiegazione: é un’espressione forte, per dire che si è arrivati ad un punto in cui non si può andare avanti, come chi ha il fegato danneggiato, di fronte ad una situazione di disagio che si trascina da tempo… si può trovare anche in contesti scherzosi, ma sempre per dire non ce la faccio più.

  • Cu nu scornu si campa nu jornu

Trad. letterale: Con un imbarazzo si vive un giorno

Spiegazione: Vediamo prima di tutto cos’è lo scorno, un momento di vergogna, di imbarazzo, quindi il detto spiega che con un momento di imbarazzo, si può andare avanti, che non c’è nulla di male a chiedere dove si ha bisogno di qualcosa, di chiedere consigli o indicazioni.

  • Ti vinni l’accia!

Trad. letterale: Ti è venuto il sedano!

Spiegazione: Espressione usata quando se ne prendono in maniera ossessiva di una cosa o argomento.

  • U saziu non cridi u dijiunu

Trad. letterale: Il sazio non crede il digiuno

Spiegazione: La persona abituata ad avere tutto non conosce i problemi di chi ha meno di lui, arrivando addirittura a non credere che tali siano problemi reali.

  • Doppu i cumpetti si vidinu i difetti

Trad. letterale: Dopo i confetti si vedono i difetti

Spiegazione: Dopo il matrimonio si iniziano a vedere i difetti di 2 persone che convivono.

  • L’hai lu pondu!

Trad. letterale: Ce l’hai l’impegno!

Spiegazione: U Pondu è un impegno pesante, come avere un figlio, o un familiare malato, un impegno di lavoro difficile.

  • Simu a pedi i piru

Trad. letterale: Siamo a piede di pero

Spiegazione: Siamo solo all’inizio del percorso o di quello che c’è in programma da fare, come chi deve salire su un albero di pero e ancora è solo alla base del tronco.

  • A roba du firrififiu dundi vinni si ndi iu

Spiegazione: Le cose pagate poco, troppo economiche non durano molto.

Un detto calabrese della sig.ra M. Concetta Calcopietro

  • La pecora si mungi e lu zimmaru si doli

Trad. letterale: La pecora si munge e il caprone si fa male

Spiegazione: Si usa quando una persona fa sacrifici e qualcun altro si lamenta

Un detto calabrese della sig.ra Caterina Iamundo